Era il maggio di due anni fa, mi sveglia verso le 9 e andai in cucina per far colazione. Il giorno precedente i miei genitori erano partiti per un fine settimana da alcuni parenti al sud. In casa eravamo rimasti io e mia sorella. Ho 20 anni, un fisico discretamente muscoloso, non paragonabile, però, in quanto ad avvenenza, a quello di mia sorella. Lei ha 23 anni e grazie a madre natura e alla sua passione per la palestra, si ritrova con un corpo da sballo. Una terza di reggiseno, due gambe snelle e un culo da favola. A completare il tutto, un viso che non definirei bellissimo, ma arrapante. So che nella veste di fratello non dovrei dire così ma è la verità. Anche se lei è non ha mai fatto sapere molto dei suoi flirt, ho sempre pensato che i suoi ragazzi fossero dei fortunati ad averla come donna. Soprattutto quando ero più giovane, a volte mi sono masturbato pensando a come potesse essere lei nell'intimità con i suoi uomini. Confesso che, specie d'estate, vederla girare in casa con pantaloncini, magliette, vedere quelle sue gambe svolazzanti e il perizoma che fuoriesce dai jeans, mi ha sempre causato pensieri proibiti, che puntualmente sfogavo con delle seghe, oppure con la mia ragazza (quando era a portata di...mano).
Quella mattina, dicevo, mi recai in cucina. Ero convinto di essere solo, pensavo che mia sorella fosse andata al mare con il ragazzo. Indossavo solo il pantaloncino del pigiama. Stavo accanto al fornello del gas per prepararmi il caffè, quando, all'improvviso, sentii la porta del bagno aprirsi e dei passi venire verso la cucina. Era mia sorella. Indossava una maglietta colorata e una gonna molto corta, di quelle ampie, svolazzanti. Ai piedi aveva le infradito da mare. Nel vederla rimasi di stucco. La maglietta aderente faceva risaltare in modo evidente due capezzoli enormi e in generale tutto l'insieme era arrapante.
"Ti sei svegliato, finalmente!"disse lei.
"Ma tu non dovevi essere al mare?"chiesi.
"Si, ma Giorgio mi ha dato buca, poco fa ha telefonato dicendo che ha un impegno urgente di lavoro! Mi sono già preparata!"disse un pò stizzita.
"Capita" dissi laconico.
"Senti, perchè non mi accompagni tu?" chiese.
Intanto si sedette su una sedia, accavallando le gambe. In verità non avevo alcuna voglia di portarla a mare. Mi accorsi che il mio pene si stava gonfiando ma non potevo farci nulla.
"Allora, mi ci porti?"insistette.
"Non ho molta voglia di fare il tassista!".
"Ma dai, rimani anche tu, tanto qui che hai da fare?". Si alzò e s'avvicinò ad un mobile per prendere una tazza di caffè anche per lei. Nel farlo, si alzò sulle punte dei piedi, così che il culetto divenne ancora più attraente. Presa la tazza, si voltò e mi venne incontro.
A quel punto avevo una vera e propria erezione. Speravo che lei non se ne accorgesse anche se era improbabile. Giunta a mezzo metro da me mi guardò negli occhi e disse: "Dai, bevi il caffè e poi vatti a cambiare!".
"Ma non so neanche dov'è il costume!".
"E allora vieni con questi boxer, ti donano...dai, ti aseptto giù" e rise.
Non credo che avesse voluto alludere a qualcosa ma sicuramente aveva notato la bozza formata dal mio cazzo in erezione. Mi convinsi ad andare a mare, alla fine.
Scesi e andammo verso la macchina. Cercavo di pensare ad altro ma l'eccitazione non passava, anche perché non aveva avuto sfogo.
Salimmo in auto e partimmo. La guida mi distrasse dai miei pensieri proibiti e arrivammo al mare. Giunti in spiaggia, piantammo l'ombrellone e cominciammo la svestizione. Accanto a noi c'era un gruppo di ragazzi. Mi accorsi che aspettavano con ansia che mia sorella si togliesse maglietta e gonnellino. Infatti, non appena lo fece e mostrò il suo costumino bianco e poco casto, i loro sguardi divennero insistenti. Effettivamente mia sorella era in forma smagliante. Ad ogni modo, cercai di non pensare e di concentrarmi sulle altre bellezze della spiaggia, che non mancavano.
Lei prese il suo asciugamano e si sedette, io m'accorsi d'aver dimenticato il mio.
"No, cazzo, ho dimenticato l'asciugamano!" dissi.
"Dai, non è un dramma, c'è il mio, ci stringiamo un pò. Anche perché la colpa è mia, ti ho messo fretta! Piuttosto aiutami a spalmare la crema solare sulla schiena" disse lei.
Con molta naturalezza si sdraiò a pancia in giù e mi diede la crema. Restai per qualche secondo inebetito. Mi trovavo con un culo da favola, attraversato da un sottile costume bianco, sotto le mie mani.
"Oh, allora, che ti sei addormentato? Spalma la crema sulla schiena". Presi un po’ di crema e cominciai a spalmarla sulla sua schiena. Avevo la tentazione di scendere più giù o lateralmente, ma non ebbi il coraggio. Intanto i 4 ragazzi dell'ombrellone di fronte guardavano arrapati mia sorella che, almeno così mi parve, contraccambiava fugacemente i loro sguardi. Evidentemente loro pensavano che io fossi il suo ragazzo.
"Bravo, te la cavi a spalmare la crema. Già che ci sei fammi anche le gambe".
Era troppo, sentii il cazzo gonfiarsi nuovamente. Lentamente lavorai sulle sue gambe, non mi pareva vero e non sapevo, a quel punto, fino a che punto lei fosse inconsapevole del fatto che mi piacesse. La situazione era ambigua.
"Dai, ora te la spalmo un po’ io". Prese la crema tra le mani e cominciò a lavorare sulla schiena. Di tanto in tanto, però, sempre da dietro, allungava le mani sui lati.
"Ehi, fratellino, hai messo su un bel fisico. Ecco perché sei sempre circondato da done, eh eh!"
"Circondato da donne, io? E quando mai? Ti starai sbagliando!"
"Ma dai, non fare il modesto, non c'è mica niente di male! Sicuramente sarò invidiata da molte, oggi, penseranno che sono la tua ragazza, eh eh" e rise.
"Secondo me quei 4 ragazzi stanno invidiando me, guarda come osservano. Se sapessero la realtà, che sei mia sorella!".
"Beh, ai loro occhi non sono tua sorella e tu non sei mio fratello, giusto?"
"Si".
Quella mattina mia sorella era particolarmente allegra, o forse era il suo solito modo d'essere, solo che io non la conoscevo sotto quell'aspetto. Ad ogni modo, era arrapato e sentivo il bisogno di farmi una sega, dalla mattina.
"Godiamoci un po’ di sole prima di farci il bagno" disse lei. Ci sdraiammo accanto sulla stessa asciugamano, a pancia in su. Il contatto con il suo braccio sinistro mi eccitava.
Ad un certo punto lei mi disse: "senti, siccome mi sto annoiando, vogliamo fare un gioco? Lo facevo con le mie amiche ma può venire anche con te".
"E che gioco è?" chiese stupito, non sapevo dove voleva andare a parare.
"Tu hai detto che agli occhi di quei 4 siamo come fidanzati, ok? Allora, ecco, vorrei vedere delle loro reazioni, dicaomo, ecco, se provocati in una certa maniera...".
"Come? Dai, ma che stai dicendo?".
"Tu non devi fare niente, ci penso io, dovrai solo, ad un certo punto, sentire i loro commenti".
"Dai, non creiamo casini, non mi va di fare discussioni con la gente, godiamoci la giornata".
"Ma quali discussioni! Sei il solito fifone! Vieni con me!".
Si alzò e mi tirò con sé.
"Dove andiamo?" chiesi perplesso.
"A prendere un gelato! Allora, senti, ora che torno lì tu sdraiati, mettiti le cuffie ma non sentire alcuna musica, devi fingere di non poter sentire niente".
Non sapevo cosa volesse fare ma decisi di stare al gioco, anche per vincere il tedio.
Mi sdraiai, presi le cuffie, le infilai alle orecchie senza accenderle e nel frattempo cominciai a mangiarmi il mio gelato. Ero sdraiato a pancia all'aria e non potevo vedere il gruppo di ragazzi alle nostre spalle. Mia sorella, invece, sdraiata a pancia in giù, poteva guardarli. Bene, quello che successe di lì a poco mi stupì e mi arrapò da morire.
Come mi aveva detto lei, finsi di essere rapito dalla musica e mi girai su un lato, verso mia sorella. Vidi che stava leccando il cornetto in un modo inequivocabile. Faceva dei giri con la lingua attorno alla punta, poi inghiottiva tutta la parte superiore. Insomma, stava simulando un vero e proprio pompino!!! Il tutto guardando verso i 4 giovani! Tra me e me pensai: "Che troia di sorella!".
Dopo un po’, con il gelato ancora in mano, la vidi alzarsi e dirigersi verso di loro.
"Scusate ragazzi, per caso avete un fazzolettino? Questi gelati sporcano troppo, non è facile leccarli!"disse rivolta ai 4.
"Bisogna stare sempre attenti a leccare" disse uno di loro ambiguamente.
"No, io sono brava a leccarli ma se sono grossi è difficile!" disse lei ridendo.
"E il tuo ragazzo sa che ti piace il gelato cos' tanto, non è geloso?".
"Chi, lui? Visto che non sente ve lo confesso. A me piace assaporare diversi gusti di gelato...".
Non potevo credere alle mie orecchie, mia sorella, per vincere la noia,almeno questa era stata la scusa, stava comportandosi da vera troia con quelle allusioni pesanti.
"Senti, bella, ecco il fazzolettino. Se poi vuoi qualche gelato noi siamo qua, pronti ad offrirtene quanti vuoi, giusto ragazzi?". Tutti gli amici annuirono.
"Ok, vi terrò presenti, ora torno dal mio lui, a presto, ciao ciao!".
Tornò accanto a me e mi tolse le finte cuffie.
"Hai sentito come si sono illusi ed eccitati? Divertente, no?" disse all'orecchio.
"Beh, insomma...diciamo che da te non me l'aspettavo, sai recitare bene la parte...".
"Eh, fratellino, l'esperienza. Senti, voglio dargli il colpo finale, poi ce ne possiamo anche andare a casa".
"Che vuoi fare?".
Non mi diede il tempo di pensare. Si mise a cavalcioni su di me, sulle parti intime e intanto leccava il gelato guardando i 4. Poi si chinò verso il mio petto, lo imbrattò con un po’ di gelato e si chinò a leccarlo. Inutile dirvi che avevo il cazzo in eruzione e non pensavo più al fatto che lei potesse accorgersene o meno. Se avessi potuto l'avrei rivoltata lì in mezzo alla spiaggia. Si alzò e ci preparammo per andarcene.
In macchina tornammo sull'argomento.
"Piaciuto lo scherzo a i 4?" disse.
"Beh, un po’ pesante" disse laconico.
"Senti, fratellino, ma sbaglio o quando mi sono seduta su di te eri...come dire, un po’ eccitato!". Mi vergognai da morire ma decisi di non negare la verità.
"Si, lo ero, ma, ecco, insomma...".
"Insomma che...".
"Non era mica per te, per le altre ragazze, ecco" cercai di salvarmi.
"Ah, volevo ben sperare...comunque complimenti, sentivo un bel bozzo...eh eh".
Giunti a casa, ci facemmo la doccia e aspettammo la sera per cenare.
Dopo cena mi ritirai in camera mia. Dovevo spararmi un sega, era dal mattino che resistevo. Mi sdraiai e lo estrassi. Cominciai a menarmelo quando sentii la voce di mia sorella che mi chiamava dalla sala. La raggiunsi, era seduta davanti al Pc, indossava un baby-doll rosa.
"Che c'è?" le chiesi.
"Perché non mi fa aprire questa pagina web?".
"Forse c'è qualche problema di linea, aspetta che vedo" e mi sedetti accanto a lei sulla sedia.
Mi accorsi, guardandola, che non indossava reggiseno e che dal baby-doll traspariva tutto il suo seno e i capezzoli.
"Che fai, guardi tua sorella, eh eh..porcellino!" disse ridendo.
"E tu giri così mezza nuda!".
"Perchè non dovrei, siamo soli io e te, mica devo temere che qualcuno mi salti addosso!"
"Certo che no, però, insomma..."
"Insomma, ti eccito vero? Guarda che lo so che ti arrapi nel vedermi, anche stamattina in cucina me ne sono accorta, avei un bozzo enorme!". Ero in trappola, si fa per dire.
"Oh, che ti devo dire, anche se sei mia sorella sei pur sempre una figa!" mi uscì tutto d'un botto.
"Ora mi piaci. E tu, caro fratellino, hai un cazzo che non devi nascondere!".
Mise la mano sul davanti del pigiama e massaggiò lentamente il mio cazzo.
"Ma...che fai...non dovremmo..."
"Non dovremmo ma ho voglia di vederlo, alzati".
Mi alzai come ipnotizzato, lei si mise in ginocchio dinanzi a me e mi abbassò pantaloncino e slip. Avevo un'erezione portentosa.
"E tu mi volevi negare questa gioia! Ora ti sistemo io".
Cominciò a leccarlo come faceva con il gelato, girava attorno al glande, poi lo metteva tutto dentro la bocca e poi leccava l'asta su e giù.
"Non provare a venirmi in bocca ora, prima devi scoparmi".
A quelle parole dovetti resistere per non sborrare subito ma ce la feci. Si staccò dal pene e cominciai a lavorare io di lingua. Le leccai i capezzoli, poi piano piano scesi verso l'inguine, scostai le mutandine. Lei si gettò sul divano a gambe aperte e disse: "Leccala, ti prego". Obbedii all'ordine. "Ora scopami, t prego, non resisto più, è da oggi che aspetto". Non potevo crederci.
Glielo infilai dentro tutto e stantuffai per diversi minuti. Lei diceva delle frasi molto volgari e questo accresceva la mia foga.
"Non venirmi dentro, la voglio in bocca" disse.
Dopo diversi minuti sentii che stavo per venire e uscii dalla sua figa.
Lei si mise in ginocchio dinanzi a me e venni copiosamente imbrattandole tutta la faccia.
Così si concluse quella meravigliosa giornata marina.
Famiglia virtuale:
Mamy adottive: *Rashelem*
Mamma:*-* {Ila}*-*
Shore:.:°*Ghotic_Kira*°:., barby1994, Roxanne_Aya, °Zac-fan°, marika, ladygiogy, Cia91, Pircing, *Hanon*,lalepichipichi, mumu berii, W i FiNlEy, hanon...the best..., Svampy*Pucciosina, *Coco92*
Fratello: Ranma 12, bontakun500
Ex Maritino: Alex
Gemella:Luce92,sa93, pikkolakiu, denisemes, rubina
Cugy: Lucy*,pammy Puccyah, hanon-karen
Best-friend:pAoLa_90
nipote: ...Misha-san..., hianta-21, lucia-san
Mangia biccotti di: denisemes
zie: -=|Ðëßø®å|=- ,diplo93, valalla
zio:§°Night Angel°§
cognato: Link88
Tesserini:




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